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La fede e i suoi rami

“La fede ha più di settanta – o più di sessanta – rami, il più eccellente dei quali è la dichiarazione che non c’è Dio al di fuori di Allah, e la minore dei quali è rimuovere gli ostacoli dalla strada. Il pudore è parte della fede.”

Da questo ḥadīth del Profeta Muhammad ﷺ è nato, nella teologia musulmana, un vero e proprio genere letterario. Si trattava di trattati in cui, attraverso una ricostruzione delle prove testuali del Corano e degli ḥadīth, gli ʿulamā’ cercavano di ricostruire quali fossero questi rami, e a quale parte della fede fossero legati.

Sì, parte della fede, perché nell’Islam la fede non è un concetto intimistico, e non è slegata dal resto della vita dell’uomo. Per la maggioranza degli ʿulamā, infatti, la fede è ugualmente costituita dalla certezza del cuore, dall’affermazione che la testimonia, e dalle azioni del corpo in conformità ad essa. Per alcuni ʿulamā, invece, le azioni del corpo non sono direttamente collegate alla fede. (Si tratta di un dibattito avanzato, che i nostri studenti del Diploma annuale hanno affrontato questa settimana)

Proponiamo in prima traduzione italiana una delle liste sviluppate dagli ʿulamā del passato, il muhaddith Shafi’i Al-Bayhaqi (994-1066 d.C.) nel suo libro Shuʿab ul Imān (Le ramificazioni della fede).

Trenta qualità del cuore:

  • Credere in Allāh l’Altissimo
  • Credere che tutto al di fuori di Allah non esisteva. Dopo, Allah l’ha creato e perciò hanno iniziato a esistere.
  • Credere nell’esistenza degli angeli.
  • Credere che tutti i libri celesti che sono stati inviati ai diversi profeti ono veri. Tuttavia, a parte il Corano, tutti gli altri libri non sono più validi 
  • Credere in tutti I Profeti. Tuttavia, siamo tenuti a seguire soltanto il Profeta Muhammad.
  • Credere che Allah l’Altissimo ha conoscenza di tutto dal principio e che solo ciò che Lui vuole accade.
  • Credere che la Resurrezione avverrà.
  • Credere nell’esistenza dal Paradiso.
  • Credere nell’esistenza dell’Inferno.
  • Amare Allah l’Altissimo.
  • Amare il Messaggero di Allah.
  • Amare o odiare soltanto per Allah.
  • Compiere tutte le azioni con l’intenzione della religione.
  • Pentirsi ed esprimere rimorso quando si compie un peccato.
  • Temere Allah l’Altissimo.
  • Sperare nella misericordia di Allah l’Altissimo.
  • Avere pudore.
  • Esprimere gratitudine di fronte a un regalo o un favore.
  • Adempiere alle promesse.
  • Essere pazienti.
  • Considerarsi meno degli altri.
  • Avere misericordia verso la creazione.
  • Essere soddisfatti di quello che ci ha destinato Allah l’Altissimo.
  • Porre la propria fiducia in Allah l’Altissimo.
  • Non essere arroganti o vantarsi di qualche qualità che si possiede.
  • Non avere malizia o odio verso qualcuno.
  • Non invidiare nessuno.
  • Non arrabbiarsi.
  • Non danneggiare nessuno.
  • Non amare la dunya.

Sette qualità della lingua:

  • Proclamare la testimonianza di fede
  • Recitare il Corano
  • Acquisire conoscenza
  • Trasmettere conoscenza
  • Supplicare [du’a] Allah l’Altissimo
  • Invocare [dhikr] Allah l’Altissimo
  • Astenersi da:
  • Menzogne
  • Pettegolezzo
  • Parole volgari
  • Maledizioni
  • Cantare ciò che è contrario alla Sharī’a

Quaranta qualità del corpo

  • Fare l’abluzione minore [wudū], quella maggiore [ghusl], e tenere puliti i propri vestiti
  • Offrire la preghiera [salāt] regolarmente.
  • Pagare la zakāt e Sadaqatu-l Fitr.
  • Digiunare.
  • Compiere il pellegrinaggio.
  • Isolarsi in moschea [i’tikāf]
  • Migrare da un posto che è di danno alla propria religione [din].
  • Adempiere ai voti che sono stati fatti verso Allah l’Altissimo.
  • Adempiere ai giuramenti che non sono peccato.
  • Pagare l’espiazione [kaffārah] se non si adempie a un giuramento.
  • Coprire le parti del corpo che sono obbligatorie [fard] da coprire.
  • Compiere il sacrificio rituale  [Udhiya/Qurbani].
  • Avvolgere il morto in un sudario e seppellirlo.
  • Ripagare i debiti.
  • Astenersi da ciò che è proibito riguardo alle transazioni economiche.
  • Non nascondere qualcosa di vero a cui si ha assistito.
  • Sposarsi quando il proprio sé [nafs] desidera farlo.
  • Adempiere ai diritti di coloro per cui si è responsabili.
  • Dare conforto ai propri genitori.
  • Crescere i bambini in una maniera corretta.
  • Non recidere i legami con i propri amici e parenti.
  • Obbedire a chi è in autorità.
  • Essere giusti.
  • Non iniziare una pratica che è contraria a quella della comunità dei musulmani.
  • Obbedire al governante, finché non ordina qualcosa di contrario alla Sharīʿa
  • Portare la pace tra due gruppi di persone in litigio
  • Aiutare in compiti nobili
  • Comandare il bene e proibire il male
  • Punire se si è il governante
  • Combattere i nemici del dīn se si presenta un’occasione
  • Adempiere ai propri impegni (amāna)
  • Dare prestiti a chi ne ha bisogno
  • Aiutare i propri vicini
  • Assicurarsi che il proprio reddito sia puro
  • Spendere in accordo con la Sharīʿa
  • Rispondere a chi saluta
  • Dire yarhamuka-Llāh [Che Allāh abbia misericordia di te!] quando qualcuno dice alhamduli–Llāh [lode ad Allāh] dopo aver starnutito.
  • Non causare danno a nessuno ingiustamente
  • Astenersi da giochi e divertimenti contrari alla Sharīʿa
  • Rimuovere sassi, spine, bastoni, e simili ostacoli dalla strada.

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