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La conoscenza è luce

“RISCOPRIRE IL PENSIERO COME GUIDA, ACQUISIRE CONSAPEVOLEZZA DI NOI STESSI”

Assalamu Alaikum

Alcuni giorni fa riflettevo su una frase riportata nel “Hiliyat Al-Awliya”, riferita all’Imam Malik (RahimuLlah).

La frase era la seguente:

“La conoscenza è una luce (nur) che Allah pone dove vuole (i.e. nei cuori di chi vuole), non consiste nel memorizzare/trasmettere tante cose (riwayat)”

Da questa affermazione mi sono fermato a riflettere, contemplare le parole dell’Imam in cerca di una nuova prospettiva, di un’idea interessante… insomma, di una “illuminazione”.

Sicuramente, ho provato a non cadere nella narrativa modernista dei nostri cari pensatori occidentali, che sempre più spesso sottostimano la didattica mnemonica a favore di quella più concettuale.

Sono abbastanza sicuro che Malik Ibn Anas (s), maestro della Città Illuminata, non intendesse esattamente questo. Deve esserci dell’altro.

Considerando le decine – centinaia, meglio – di narrazioni della sua opera magna, Al-Muwaṭṭa, sembra strano che questo sapiente neghi alla memorizzazione la sua meritata importanza.

Non c’è dubbio che allenare la mente, ricordare (dhakara, yadhkuru) e trasmettere siano le attività che ci distinguono in quanto musulmani, da 1400 anni a questa parte.

Deve esserci dell’altro.

Forse l’Imam Malik stava parlando non tanto di forma, ma di sostanza del sapere.

Magari le sue parole scavavano più nel profondo ed andrebbero rivalutate oggi.

E’ davvero importante farlo oggi, in questo 2021 in cui il Sacro appare un fievole ricordo?

Tutti noi musulmani, dai primi anni, impariamo queste parole:

اللهُ نورُ السماواتِ و الأرضِ

“Allah è la Luce dei Cieli e della Terra”

Inoltre, Egli è anche il sapiente (Al-’Alīm).

Questa doppia prospettiva nei confronti di Dio coinvolge anche la nostra visione del sapere.

E’ realmente ciò che differenzia il corretto pensiero islamico rispetto all’approccio post-moderno.

La conoscenza (‘ilm) è una luce che guida le persone, non un memorizzare vuoto.

Il sapere ha qualcosa di Sacro, che rende le persone più stabili nelle loro consapevolezze ed adatte a vivere nel mondo.

In sostanza, questo cosa significa? 

Che quando le tue conoscenze aumentano le tue crisi, allora qualcosa non sta funzionando.

La conoscenza non è fatta per essere un “diletto” teorico di professori accademici, che dalle loro cattedre non riescono a vedere la realtà della loro stessa disciplina.

Ecco perché alcune cose dell’approccio occidentale agli studi islamici va modificato, in modo da mantenere viva la luce della conoscenza:

  1. Il pensiero islamico di oggi ha un aspetto Sacro, oppure si studia solo storicamente e sociologicamente – come un medico analizzerebbe un tessuto in decomposizione?
  1. Siamo d’accordo con le moderne concezioni di teoria, prova, legge, assioma, metodo?
  1. Dobbiamo accettare la attuale concezione della scienza, o possiamo fare di meglio?
  1. Ci piacciono gli occhiali che abbiamo ricevuto per guardare il mondo, o la vista si deforma?
  1. Cosa occorre affinché Al-’Ilm e An-Nūr continuino ad essere facce della stessa medaglia?

Partendo da riflessioni come queste è nato l’Istituto Islamico di Studi Avanzati (IISA).

Vogliamo tornare a parlare di cultura, di sapere, e farlo da musulmani credenti.

La luce c’è, basta solo guardarla.

Se sei interessato ad avere degli strumenti utili, conoscere la tua religione e mettere in pratica quei saperi nella tua vita, questo luogo è adatto a te.

Se hai voglia di fare cultura, avere un’identità intellettuale salda da portare nel mondo, questo è il posto in cui puoi provare a farlo (insieme a noi).

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Spero che questo testo ti sia piaciuto, Assalamu Alaikum

Alessandro Sulayman.

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