fbpx

Islam: una “cultura conclusa”?

Sono sempre stata appassionata di poesia.

La via che mi ha portata all’Islam è fatta di letture di grandi poeti, ed è attraverso la scoperta dell’Islam abbracciato da Goethe che ho trovato per la prima volta il suggerimento che l’Islam potesse essere una strada per me.

Eppure, quando si parla di Islam, poesia e cultura, c’è chi nega che possano esistere.

La produzione artistica dell’Islam è un insieme concluso […] Viviamo tutti quanti in un post-cristianesimo e post-islam

Questo è quanto si trova nell’introduzione di “Poesia dell’Islam”, antologia curata da Gianroberto Scarcia (1933-2018), islamologo, orientalista, considerato una delle massime autorità a riguardo dell’Islam e della sua cultura.

Eccoci, quindi. Siamo una cultura conclusa.

Così ci vede chi ci studia e chi dovrebbe essere attento ai nostri sforzi, alle nostre creazioni culturali, al nostro credo e al nostro pensiero.

Nei miei anni all’interno della comunità musulmana – tedesca, americana, veramente internazionale, ma soprattutto italiana – la cosa che ho notato con più attenzione è invece stata la vita.

Ho avuto come amici e come studenti musulmani che scrivevano, leggevano con curiosità inesauribile, che facevano arte in tutte le sue forme.

IISA nasce perché a prevalere in questa narrazione sull’Islam sia la vita.

Perché chi ci guarda da fuori non possa dire, nemmeno per un momento, che siamo storia conclusa.

Perché i musulmani ritrovino il coraggio di applicare l’Islam in tutte le sfere della contemplazione, dell’arte e dell’azione.

Come si arriva a degli obiettivi così elevati?

Di certo iniziando a fare, mettendo l’Islam al centro delle proprie azioni e del proprio lavoro, farlo in maniera ordinata e non settaria, educarci ad agire.

I musulmani sanno che la conoscenza è un obbligo. La cercano davvero ovunque: nei libri, su internet. Parlano dell’Islam appena possono, hanno gli occhi che brillano appena conoscono un convertito. I musulmani che ho conosciuto amano l’Islam e prendono seriamente i loro obblighi.

Creare una cultura islamica non è però soltanto una questione di fare. Il lavoro che credo debba venire prima è quello di formare i musulmani alle esigenze della cultura. Fare in modo che non siano più confusi di fronte alle domande complesse che ricevono

La questione di come formare un pensiero islamico contemporaneo che sia in grado di creare cultura non è, ovviamente, limitata ad IISA. Uno degli autori che per primo ha capito che l’Islam non aveva bisogno di una “riforma” ma di essere reso culturalmente vivo è stato Muhammad Iqbal, nel suo libro: “La ricostruzione del pensiero religioso nell’Islam”.

Proprio di Iqbal ho parlato in un’intervista, e credo che sia la sua strada quella possibile per una ricostruzione che, da cultura conclusa, ci riporti ad essere agli occhi di qualunque studioso una cultura viva.

Related Articles

Responses

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *